Gli specialisti sono concordi: l’estratto di liquirizia è benefico per le pelli con imperfezioni ma un uso improprio può peggiorare i problemi cutanei
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Gli specialisti sono concordi: l’estratto di liquirizia è benefico per le pelli con imperfezioni ma un uso improprio può peggiorare i problemi cutanei

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- 27 Febbraio 2026

La luce fioca filtra dalla finestra, riflettendosi su uno specchio segnato da piccole impronte. Sul lavandino, tra flaconi colorati e creme lasciate a metà, spicca una boccetta dalle sfumature ambrate. Il suo profumo leggero, vagamente erbaceo, suggerisce una soluzione antica travestita da novità. Solo chi conosce la storia dietro quell’etichetta capisce l’equilibrio sottile che promette: quietare le imperfezioni, senza mai aggredire la pelle fragile. Ma davvero basta qualche goccia per riconciliare la pelle al suo tempo?

Un gesto semplice che risale lontano

Nelle case, la cura della pelle scandisce gesti ripetuti, piccoli riti che intrecciano ricordi e necessità. Da qualche tempo, tra le novità che circolano sui ripiani del bagno, qualcosa affiora con insistenza: l’estratto di liquirizia. Non richiama solo il sapore dei dolci infanzia, ma un sapere raccolto nel tempo, silenzioso e leggero come la polvere che avvolge le sue radici.

Radici con vocazione antica

Il cuore di questa essenza è la Glycyrrhiza glabra, una pianta che accompagna da secoli la storia della medicina popolare e della cosmetica. Dentro la radice si concentrano la glabridina, la liquiritina e il licochalcone A: nomi che, tradotti in effetti, significano capacità di rendere la pelle più omogenea. Regolano la melanina, agiscono sulle macchie post-acne, smorzano i rossori. Nessuna promessa esagerata: solo una presenza costante che lenisce senza forzare.

Quando serve davvero delicatezza

Chi ha la pelle sensibile, lo sa: basta poco per rompere l’equilibrio, basta ancor meno per sentirsi irritati dagli ingredienti troppo aggressivi. In quel confine fragile tra protezione e reazione, la liquirizia si rivela scudo – ma mai armatura. Nei sieri più innovativi, come quelli di Soko Glam e Acwell, illumina senza irritare e idrata con discrezione. Nelle ampolle lenitive e nelle formule con esosomi, offre alla barriera cutanea una tregua dalle minacce quotidiane.

Oltre la superficie

Fra le sue doti, l’azione antiossidante protegge la pelle dallo stress ossidativo e dal precoce invecchiamento. Se la pelle diventa velo, la liquirizia ne rafforza la trama: l’umidità resta trattenuta, le piccole lesioni possono più facilmente ripararsi. Alcuni prodotti, come la Crème-glow éclat di Dr Pierre Ricaud o il Licorice Serum di V10 Plus, combinano l’effetto schiarente al potere lenitivo e restitutivo, mirando a un risultato che si sente prima ancora di vedersi.

Una cura dalle molte facce

Utile per acne, post-acne, rossori, zone fragili e persino sulla pelle che deve affrontare tatuaggi, secchezza o piccoli traumi, la liquirizia agisce in modo multitasking, senza dimenticare mai la delicatezza. La maschera alla mela e liquirizia affina la grana, distende le rughe, dona luce senza alterare l’equilibrio naturale. Il prodotto si integra lentamente nei kit quotidiani di chi cerca efficacia senza rinunce alla gentilezza.

La misura che fa la differenza

Ma anche la dolcezza – se urlata o mal dosata – può diventare rumore. Un utilizzo scorretto o eccessivo dell’estratto di liquirizia rischia di aggravare là dove si cercava sollievo. La sua introduzione nella routine deve seguire il ritmo della pelle, senza rincorrere risultati immediati che poi sfumano. Le imperfezioni si domano con pazienza, mai con la forzatura.

La presenza dell’estratto di liquirizia nei prodotti per la cura della pelle si rafforza, non per moda, ma perché risponde a una necessità concreta: quella di ritrovare equilibrio senza rinunciare al conforto, di attenuare i segni del giorno senza perdere di vista le esigenze intime della pelle. Rimane uno scudo gentile, una scelta che seduce nella sua naturalezza e nel rispetto dei ritmi fisiologici, portando avanti una promessa silenziosa: prendersi cura, non sopraffare.

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Giornalista dilettante con una passione innata per la ricerca e la scrittura, trascorro le mie giornate esplorando storie interessanti e condividendo scoperte che potrebbero sfuggire ai grandi media. La mia curiosità mi porta a indagare su una vasta gamma di argomenti, sempre con l'obiettivo di offrire ai lettori contenuti autentici e ben documentati. Credo fermamente che ogni storia meriti di essere raccontata nel modo giusto.